...volutamente
queta sequenza di involo la propongo a rovescio, in quanto
l'immagine delle tre Pernici bianche in volo è la vera
regina di questa rubrica di Novembre;
2800 metri di quota, -1 la temperatura, 15 cm di neve nelle
parti in ombra, tre folletti che si materializzano nel mio
binocolo dopo circa 7 ore di ricerca, a cercare su ogni sasso,
in ogni zona assolata tra i macchioni di neve, dove affiora
la bassa vegetazione pioniera di queste altitudini, il cuore
in gola mentre mi avvicino furtivo, con il sole delle 16.00
del pomeriggio che a minuti scomparirà dietro il crinale,
minuti in cui il cuore batte a mille, e non solo per la fatica
di camminare su una pericolosa pietraia innevata, in salita,
a 2800 metri e con uno zaino fotografico di circa 15 kg.
E' l'emozione di avere di fronte a me uno di quei piccoli
sogni nel cassetto che da anni stanno lì, fermi immobili,
ma che ridondanti nella mente, tornano spesso, in attesa che
si realizzino.
Ora il pensiero va a non sbagliare, a sfruttare al meglio
la situazione, a focheggiare bene, a controllare l'esposizione
per il bianco quasi ad ogni passo, poi.....l'involo....la
raffica e la frenesia di cercare sul display tra le tante
mosse quella unica, superlativa, quella di tre pernici che
fugaci sono volate via, non curanti del fatto che qualcuno
fosse riuscito a fermarle, bloccate in un momento...di vita...