March 2006 - Marzo 2006

















...la Lepre...

... Hare...

...Lepus europaeus...



Photographic
info :


CANON EOS 20D
+

300mm 2.8
+ 1,4x

Exp: 1/500s
f : 4.5

200 ISO

Digital image
(3504 x 2336 pixel)






COPYRIGHT

 


...non una, non due, ma nove immagini a rappresentare la Lepre...

...non una foto del mese come tante ma la storia di una mattinata...

...la storia di osservazioni nei giorni precedenti di ben otto Lepri che, animate dall'energia primaverile,
ravvivavano la staticità dei campi di erba medica...

...con il buio mi sono appostato con il capanno all'interno di uno dei fossi perimetrali, per avere un punto di ripresa,
ad altezza di "lepre"...

...la mattinata si presentava così:
nebbia visibilita' 10 metri, -8 gradi, una galaverna di almeno 4 mm che ricopre tutto...

...il mio primo pensiero, raggiunto il posto, è stato quello di aver sprecato una giornata,
e che avrei potuto starmene a letto, invece...

...già nel buio, senza torcia per non farmi vedere alle lepri, mentre sto armeggiando con il telo mimetico, scorgo 4 sagome che si avvicinano: è il buongiorno delle Lepri che si fermano a 4 metri da me;
mi immobilizzo e attendo che se ne vadano da sole, e così è, non mi hanno visto...

...fa molto freddo e l'attesa della luce è difficile, i minuti non passano, ed i guanti dopo un'oretta
non fanno piu' il loro effetto riscaldante, piano piano comincio a vedere attorno a me, le cose prendono
forma e comincio a vedere sagome nella nebbia che corrono: sono loro, ma ancora non posso scattare,
la luce e' bassa ed i tempi, lunghissimi...

...passano i minuti e devo dire che il passaggio dal buio alla luce avviene velocemente, l'alba continua nel suo percorso, ma la nebbia la fa da padroni.

Cominciano a correre vicine a me, è quello che speravo, scatto a raffica e tra le tante ottengo ciò che volevo:
la Lepre che corre a gambe levate nella nebbia;
Sul mantello e sui lunghi baffi, i segni di una notte trascorsa all'addiaccio, sotto il cielo sereno che ha fatto sì
che la nebbia gelasse a formare uno spesso strato di galaverna che tutto imbianca...

la luce sale e la nebbia lentamente cede spazio ad una calda luce che fende la coltre bianca
e crea un effetto fatato, ora posso vedere bene l'occhio dei miei soggetti e focheggiare alla perfezione...

...la nebbia è quasi scomparsa, solo una foschia lontana mi aiuta a mascherare ciò che l'antropizzazione
ha creato: tralicci elettrici e
vecchi casolari solitari che non lasciano spazio a nessun angolino "wild"
nella piatta pianura Padana.

E poi il sole fa i resto: una calda luce a sciogliere velocemente la galaverna ed a rendere tutto come prima:
campi autunnali dove verdi e marroni si intersecano in sfumature opache...

...nelle nove immagini è raccontato questo: una mattinata con...le Lepri.