E tardo pomeriggio, la luce comincia
ad assumere le tonalita calde con una rara luminosità
che solo pochi giorni allanno si riesce ad osservare,
in un cielo terso e blu, una limpidezza non offuscata dalla
solita coltrina di grigia umidita che nelle zone del
Delta del Po sono di casa.
Ci si muove in auto, in quanto durante i mesi invernali che
vanno da Novembre a Febbraio sono molti i rapaci diurni che
svernano in queste zone ricche di micromammiferi, cibo preferito
da questi abili predatori che utilizzando i pochi posatoi
che si ergono rispetto il monotono e piatto territorio del
Mezzano, dove colture intensive ed estensive hanno dato vita
ad un semi deserto coltivato. Ma i lunghi filari di Robinie
frangivento ed i cartelli stradali diventano ottimi, perfetti
posatoi di caccia, da cui osservare, scorgere, lanciarsi a
capofitto nella bassa vegetazione e risalire con la sfortunata
preda. Ecco che il capanno autovettura diventa
indispensabile e ottimo sistema per tentare avvicinamenti
a Poiane e Gheppi che a volte, e solo pochissime volte, presi
dalla euforia della caccia ( leggasi fame) concedono qualche
secondo di piu prima di una fulminea fuga; secondi preziosi
che vanno sfruttati scattando dal finestrino con il winder
al massimo e lautofocus piu veloce.
Se si limita lescursione del campo di lavoro dellautofocus
si migliorano le prestazioni, la velocità di aggancio
del soggetto diventa più rapida e le possibilità
aumentano notevolmente (sul 300mm impostare un range da 6,5
allinfinito comporta una bella differenza).
Ma torniamo alla giornata in auto: niente Gheppi e Poiane
accondiscendenti, nulla di nulla, ma ad un tratto, una sagoma
strana attira il nostro sguardo sempre attento a scannerizzare
tutti i possibili posatoi. E di spalle e di primo acchito
esclamiamo un Gufo comune, ma poi girando come solo gli strigiformi
sanno fare, di 180 gradi la testa verso di noi, notiamo lassenza
dell orecchie (sono semplici penne che sporgono sul capo e
che hanno assunto il nome improprio di orecchie, che invece
sono ben nascoste ai lati della nuca) e il giallo degli occhi
(il gufo comune li ha arancio-rosso) : non vi sono dubbi,
e il raro Gufo di Palude.
Ci avviciniamo lungo la strada che perimetralmente corre rispetto
il suo posatoio, un cartello giallo di indicazioni venatorie.
Essere pronti a questo tipo di incontri, svolgere questa tipologia
di caccia (odiamo definire così una tecnica
fotografica che ben si diversifica dal termine venatorio)
dallauto, comporta una serie di impostazioni allattrezzatura
che vanno una per una prese in esame. Abbiamo detto dellautofocus
che va velocizzato (ma ricordatevi che se per
caso arrivate a meno di 6,5 m dal soggetto lautofocus
non funzionerà), per non parlare della banalita
di tenere sempre accesa la macchina (in stand-by il consumo
e veramente irrisorio) e non cadere nellerrore
di premere sul pulsante di scatto e dopo escamazioni non riproducibili
in questa sede accorgersi che il tutto e
spento.
Come sopperire ad unesposizione che puo variare
di molto dato la differenziazione dei soggetti che incontreremo
(la preda, sara chiara, scura, simil tono medio?)
ed i differenti sfondi che andranno a sovrapporsi al soggetto?
La risposta e esporre in manuale, preimpostare lesposizione
per un tono medio (basta puntare lesposimetro sullasfalto
grigio chiaro o sulla verde erba sul ciglio per definire la
corretta esposizione) correggendo poi al volo con il correttore
di esposizione spostandoci a 1 o +1 a seconda che i
soggetti ripresi siano rispettivamente + scuri o + chiari
del tono medio usato per lesposizione base.
Scatto in sequenza impostato, meglio con lopzione scatto
in jpg per sfruttare al meglio il numero di scatti utili disponibili
(se scattiamo in raw, la raffica si riduce di almeno un decimo)
e poi una buona dose di esperienza, di allenamento, a centrare
un soggetto che ci regalerà solo pochi istanti di immobilità
se posato, o, se in volo, ad inseguirne i rapidi cambi di
direzione...
... istanti, rapidi, fugaci
come il gufo.