May2007 - Maggio 2007







...Gufo di palude...


...Short-eared Howl...

...Asio flammeus...





Photographic
info :


CANON 20D
+
300 2.8+1,4x

Exp: 1/800s
f : 4

200 ISO

Digital image
(3504 x 2336 pixel)







COPYRIGHT

 


E’ tardo pomeriggio, la luce comincia ad assumere le tonalita’ calde con una rara luminosità che solo pochi giorni all’anno si riesce ad osservare, in un cielo terso e blu, una limpidezza non offuscata dalla solita coltrina di grigia umidita’ che nelle zone del Delta del Po sono di casa.
Ci si muove in auto, in quanto durante i mesi invernali che vanno da Novembre a Febbraio sono molti i rapaci diurni che svernano in queste zone ricche di micromammiferi, cibo preferito da questi abili predatori che utilizzando i pochi posatoi che si ergono rispetto il monotono e piatto territorio del Mezzano, dove colture intensive ed estensive hanno dato vita ad un semi deserto coltivato. Ma i lunghi filari di Robinie frangivento ed i cartelli stradali diventano ottimi, perfetti posatoi di caccia, da cui osservare, scorgere, lanciarsi a capofitto nella bassa vegetazione e risalire con la sfortunata preda. Ecco che il “capanno” autovettura diventa indispensabile e ottimo sistema per tentare avvicinamenti a Poiane e Gheppi che a volte, e solo pochissime volte, presi dalla euforia della caccia ( leggasi fame) concedono qualche secondo di piu’ prima di una fulminea fuga; secondi preziosi che vanno sfruttati scattando dal finestrino con il winder al massimo e l’autofocus piu’ veloce.
Se si limita l’escursione del campo di lavoro dell’autofocus si migliorano le prestazioni, la velocità di aggancio del soggetto diventa più rapida e le possibilità aumentano notevolmente (sul 300mm impostare un range da 6,5 all’infinito comporta una bella differenza).
Ma torniamo alla giornata in auto: niente Gheppi e Poiane accondiscendenti, nulla di nulla, ma ad un tratto, una sagoma strana attira il nostro sguardo sempre attento a “scannerizzare” tutti i possibili posatoi. E’ di spalle e di primo acchito esclamiamo un Gufo comune, ma poi girando come solo gli strigiformi sanno fare, di 180 gradi la testa verso di noi, notiamo l’assenza dell orecchie (sono semplici penne che sporgono sul capo e che hanno assunto il nome improprio di orecchie, che invece sono ben nascoste ai lati della nuca) e il giallo degli occhi (il gufo comune li ha arancio-rosso) : non vi sono dubbi, e’ il raro Gufo di Palude.
Ci avviciniamo lungo la strada che perimetralmente corre rispetto il suo posatoio, un cartello giallo di indicazioni venatorie.
Essere pronti a questo tipo di incontri, svolgere questa tipologia di “caccia” (odiamo definire così una tecnica fotografica che ben si diversifica dal termine venatorio) dall’auto, comporta una serie di impostazioni all’attrezzatura che vanno una per una prese in esame. Abbiamo detto dell’autofocus che va “velocizzato” (ma ricordatevi che se per caso arrivate a meno di 6,5 m dal soggetto l’autofocus non funzionerà), per non parlare della banalita’ di tenere sempre accesa la macchina (in stand-by il consumo e’ veramente irrisorio) e non cadere nell’errore di premere sul pulsante di scatto e dopo escamazioni non riproducibili in questa sede accorgersi che il tutto e’…spento.
Come sopperire ad un’esposizione che puo’ variare di molto dato la differenziazione dei soggetti che incontreremo (la preda, sara’ chiara, scura, simil “tono medio”?) ed i differenti sfondi che andranno a sovrapporsi al soggetto? La risposta e’ esporre in manuale, preimpostare l’esposizione per un tono medio (basta puntare l’esposimetro sull’asfalto grigio chiaro o sulla verde erba sul ciglio per definire la corretta esposizione) correggendo poi al volo con il correttore di esposizione spostandoci a –1 o +1 a seconda che i soggetti ripresi siano rispettivamente + scuri o + chiari del tono medio usato per l’esposizione base.
Scatto in sequenza impostato, meglio con l’opzione scatto in jpg per sfruttare al meglio il numero di scatti utili disponibili (se scattiamo in raw, la raffica si riduce di almeno un decimo) e poi una buona dose di esperienza, di allenamento, a centrare un soggetto che ci regalerà solo pochi istanti di immobilità se posato, o, se in volo, ad inseguirne i rapidi cambi di direzione...
... istanti, rapidi, fugaci…come il gufo.