...la foto
naturalistica e spesso frutto di lunghi appostamenti,
di scatti meditati, di attese snervanti, di lunghe osservazioni
atte a definire dove e come gli animali si muoveranno, ma
e anche linsieme equilibrato tra la scaltrezza
del fotografo nel decidere uno a laltro luogo (la location
nel gergo modaiolo) e nella ignara collaborazione del soggetto
animale (detta anche
colpo di fortuna).
Ed in questo caso, la volpe mi ha regalato un atteggiamento
da bipede inaspettato.
In pineta, le fatte ( gli escrementi) posizionate su punti
ben visibili lungo i vari sentieri mi hanno indicato la presenza
del carnivoro e qui ho organizzato un piccolo carnaio che
per giorni ho alimentato per abituare gli animali a mangiare
in quel punto invogliandoli a sostare proprio lì, dove,
appostato con il capanno, sarei stato pronto a carpirne attimi
intimi.
Tre o quattro gli appostamenti a bocca asciutta, dove di volpi
nemmeno lombra, poi un pomeriggio, di quelli in cui
si osserva il cielo, cupo, coperto e grigio, e vien da pensare
che è meglio tornarsene a casa, decido di restare speranzoso
nellincontro con la rossa.
Dopo circa un paio dore, il cuore batte a mille, dal
fitto della pineta ecco comparire Lei, bellissima: sniffa,
si avvicina al punto prefissato, continua a sniffare attorno
al tronco e poi alza lo sguardo, attirata da qualcosa, qualcosa
che attira irresistibilmente le sue narici, tanto da farla
sollevare sulle zampe posteriori. Gli scatti si sprecano in
una sola raffica infinita;
Lei, per nulla intimorita, ritorna nel mondo dei quadrupedi
e come è comparsa sparisce...
Questa sequenza e' presente su FOTOCULT di Giugno,
nella rubrica DIETRO LO SCATTO.