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Premessa


La premessa importante che devo fare a chi si vuole avvicinare alla fotografia naturalistica è di non mettere mai la buona riuscita della foto davanti all'incolumita' ed alla vita del soggetto che si vuole fotografare, non meriterebbe assolutamente di essere chiamato fotografo naturalista.

Si deve conoscere bene caratteristiche, abitudini e comportamenti del soggetto che si vuole riprendere, per innanzitutto trovarlo, per riuscire ad avvicinarlo e infine per "immortalarlo" nel suo essere quotidiano senza arrecargli il minimo disturbo.

Fotografare un animale non e' semplicemente fare click sulla macchina:
e' entrare nel suo mondo,
e' adattarsi alle sue abitudini,
e' prevedere le sue mosse,
e' guardarlo negli occhi attraverso l'obiettivo senza essere visti:

questa e' la
fotografia naturalistica.

Cincia bigia alpestre

Ci sono luoghi dove fotografare gli animali risulta estremamente facile.
Questa foto e' stata scattata in Engadina (Svizzera) in Gennaio.
Sono bastate poche briciole di biscotti per attirare la piccola Cincia fino a questo punto !


Photographic info :
Lens: Zoom 70-210mm / 4.5
Exp: 1/125 - f 8+ Flash TTL

Film: Fuji Velvia 50

Certi animali, come rettili ed anfibi, per essere fotografati, può essere necessario doverli catturare, ma solo conoscendone le abitudini alimentari e le caratteristiche peculiari che l’habitat deve loro dare per assicurargli la sopravvivenza, e’ possibile prelevarli ed evitare che il momentaneo distacco dal loro ambiente naturale non sia pericoloso per la loro incolumità. Una salamandra prelevata in un umido e fresco sottobosco dovrà essere trattata con tutte le precauzioni del caso; il riccio trovato vagante sulla strada di notte e portato nel nostro giardino per essere fotografato, dovrà essere riportato nel giro di poche decine di minuti nel medesimo punto dove lo si prelevato; nella sua tana, ad aspettarlo potrebbero esserci 6-7 piccoli che invani attendono il ritorno della madre, da noi rilasciata invece a chilometri di distanza, magari dopo avergli scattato una decina di foto che si riveleranno insoddisfacenti per la luce troppo "dura" ed innaturale del flash, per la ridotta profondità di campo ottenuta o per un mosso non previsto.

LA NIDIFICAZIONE

La nidificazione è sicuramente una delle situazioni in cui è possibile avvicinare maggiormente un soggetto (chiaramente parliamo di uccelli) in quanto è legato ad una posizione ben precisa dell'habitat che lo ospita: il proprio nido!
Quello che vorrei imprimere indelebilmente nella vostra memoria è di non effettuare riprese sui nidi o per lo meno cercare di farlo il meno possibile e con cognizione di causa.
Intendo dire che prima di fare un appostamento ad un nido bisogna conoscere bene la biologia della specie che andiamo a cercare di fotografare; è purtroppo molto facile disturbare eccessivamente l'adulto nella fase di nidificazione con conseguente abbandono del nido!
Considerando che molte specie riescono a portare a termine lo svezzamento se non per uno o due pulcini per nidiata (di solito una all'anno o al massimo due) pensiamo un po' al danno che andiamo a creare!
E poi, facciamo finta di metterci nei loro panni, già per loro l'uomo è considerato un nemico naturale e molto pericoloso, immaginiamo se uno Svasso sul nido si ritrova di punto in bianco un capanno cubico a tre metri di distanza dalla sua momentanea casa (il nido); è come se ad un tratto, una mattina alzandoci ed aprendo la finestra di casa nostra ci trovassimo di fronte un enorme Mammut alto tre volte la nostra Palazzina, che immobile ci guarda e ci lancia delle "occhiate luminosissime" ed accecanti (sarebbero i nostri lampi di flash sullo sfortunato Svasso maggiore di prima), un'esperienza sicuramente traumatizzante e tutt'altro che rassicurante! Quello che voglio dire è (a parte la pessima metafora del Mammut), che è importantissimo ridurre al minimo l'impatto visivo (presenza di Capanni, macchine fotografiche, cavalletti, staffe varie), acustico (il rumore degli scatti della nostra attrezzatura) e di disturbo in termini di allontanamento del soggetto inquadrato dal nido.
Considerate che un passeriforme (una cinciallegra, un pettirosso, o anche il comune merlo nel giardino di casa) effettua una imbeccata ogni due-tre minuti; questo significa che se per "colpa nostra" i genitori disturbati, non portano cibo ai loro piccoli per 1-2 ore ne va della vita dei pulcini, che lasciati soli nel nido risulteranno debilitati per la mancanza del cibo, per l'eccessivo sbalzo termico dato dal fatto di restare di colpo scoperti dal soffice piumino del ventre della madre, sotto i raggi del sole o al freddo del vento, oppure venire a trovarsi in balia dei predatori (che passando di lì si trovano una tavola imbandita di succulenti pulcini indifesi!).

Tutto per una fotografia da far vedere con orgoglio una sera agli amici?!

Se poi volete lanciarvi nell'editoria, cercando a destra ed a manca di piazzare le vostre fotografie, ricordatevi che di fotografie al nido di tutte le specie il mercato è saturo; non c'è più nulla (o quasi!) da scoprire sulla vita e le abitudini di una o l'altra specie nella fase di nidificazione: insomma, sono ad invogliarvi ad evitare di fare fotografie ai nidi! Ci sarà comunque qualcuno di voi che non riuscirò a convincere, di conseguenza legga attentamente almeno questi importanti consigli:
a) -Mai piazzare un capanno a pochi metri di distanza da un nido da un giorno all'altro (farlo per gradi, avvicinando di qualche metro ogni giorno l'appostamento abituando l'animale alla presenza della struttura mimetica).
b) -Non modificare in nessun modo l'ambiente circostante il nido (non rompere rami o piegare irrimediabilmente il canneto o la vegetazione erbacea circostante; l'uccello fa di tutto per mimetizzarlo ai predatori, non aiutateli!)
c) -Non fate mai un appostamento a nidi in cui vi siano solo uova; non essendo ancora nati i piccoli l'adulto può essere maggiormente portato ad abbandonare le uova se disturbato anche in lieve misura! Se dopo massimo trenta minuti l'adulto non è ancora tornato al nido ad alimentare i piccoli vuol dire che il vostro appostamento non gli da' fiducia e quindi non tornerà fino a che non ve ne sarete andati: smontate rapidamente tutto e andatevene subito (fatelo per i piccoli affamati che sotto il sole attendono la loro "mamma"!).
d) -Mi ripeto: cercate di fotografare il meno possibile animali nella fase della nidificazione.

Milko Marchetti