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Pellicola

La pellicola nella fotografia naturalistica è molto importante in quanto abbiamo bisogno di ottenere fotografie "nitide e bloccate". Se osservate le fotografie naturalistiche presenti sulle riviste o sui libri di settore, presentano queste due caratteristiche nella maggior parte dei casi: nitidezza estrema e movimenti del soggetto perfettamente bloccati nelle immagini dinamiche.

Fenicotteri in volo






Photographic info :
Lens: 300 mm / 2.8
Exp: 1/500 - f 8

Film: Fuji Velvia 50



Premetto che anche il mosso può essere molto creativo, specialmente quando si riesce ad ottenere l’effetto panning: si tratta di riuscire a bloccare il soggetto o solo dei particolari di esso mentre lo sfondo dell’immagine risulta mosso; il tutto dà all’immagine un senso di movimento e di dinamicita’.
La difficolta’ sta nel metterlo in pratica:
lo si ottiene inseguendo il soggetto nel suo movimento raggiungendo nella rotazione che il nostro busto compie per mantenerlo all’interno del fotogramma, la stessa velocita’ con cui si muove, in questo modo il soggetto risulterà fermo e lo sfondo mosso.


La grossa difficoltà è proprio mettere assieme le due cose, in quanto per ottenere una buona nitidezza bisogna utilizzare pellicole di bassa sensibilità che possiedono una grana finissima (sono i cristalli che compongono l’emulsione della pellicola)ma che come il nome stesso lascia intravvedere, possiedono una scarsa reazione alla luce.
Per ottenere un’immagine "bloccata" necessitiamo di tempi veloci che sono difficili da ottenere, visto l’utilizzo di teleobiettivi che, dato il complesso schema ottico, necessitano di molta luce (più lenti la luce deve attraversare, maggiore sarà la parte di essa che si perde "lungo la strada).

Entra così in gioco il parametro che rappresenta queste caratteristiche che identificano uno a l’altro tipo di pellicola: gli ISO. Sulle confezioni di ogni pellicola, vuoi per diapositive (hanno la desinenza dei nomi in CHROME , per es.: Ektachrome, Fujichrome, Ilfochrome, ecc.) o stampe a colori (color print) e’ presente un numero che ne identifica la sensibilità : gli ISO (anni fa esistevano gli ASA, ma è la stessa identica cosa!).
In commercio vi sono sensibilità da 25, 50, 64,100, 200, 400, 800, 1000, 1600, 3200 ISO; il numero crescente ne identifica la sensibilità alla luce, di conseguenza un 25 ISO risulterà poco reattivo alla luce (da qui la necessità di tempi lunghi e diaframmi più aperti), mentre un 3200 ISO dimostrerà un comportamento alla luce estremamente sensibile (possibilità di utilizzare in presenza di luce scarsa, tempi abbastanza brevi e diaframmi più chiusi). La grana della pellicola (il parametro che determina la nitidezza finale dell’immagine) è anch’essa rappresentata dal numero degli ISO, ma in senso opposto: a basse sensibilità (25, 50, 64,) corrisponde una grana finissima, quindi elevata nitidezza; ad elevate sensibilità (1000, 1600, 3200,) corrisponde una grana di grosse dimensioni, che risulterà visibile nella fotografia.
Se l’effetto "sgranato" ovvero quella specie di sabbia che traspare nelle immagini riprese con pellicole di elevata sensibilità, è di gradevole effetto per le fotografie di cerimonia e nel bianco e nero, non è la stessa cosa per la fotografia naturalistica che richiede nitidezza nei dettagli.
Ora non vado certo a consigliarvi una o l’altra marca di pellicola (a voi l’ardua scelta!!) ma vi invito ad utilizzare sensibilità non superiori a 100 ISO (meglio ancora il 50). Ciascuno di noi (fortunatamente!) ha gusti diversi, per cui la scelta di una o l’altra pellicola sarà condizionata dai risultati ottenuti.

Milko Marchetti