Premetto che anche il mosso può essere molto creativo,
specialmente quando si riesce ad ottenere l’effetto panning: si
tratta di riuscire a bloccare il soggetto o solo dei particolari
di esso mentre lo sfondo dell’immagine risulta mosso; il tutto
dà all’immagine un senso di movimento e di dinamicita’.
La difficolta’ sta nel metterlo in pratica:
lo si ottiene inseguendo il soggetto nel suo movimento raggiungendo
nella rotazione che il nostro busto compie per mantenerlo all’interno
del fotogramma, la stessa velocita’ con cui si muove, in questo
modo il soggetto risulterà fermo e lo sfondo mosso.
La grossa difficoltà è proprio mettere assieme le due cose, in
quanto per ottenere una buona nitidezza bisogna utilizzare pellicole
di bassa sensibilità che possiedono una grana finissima (sono
i cristalli che compongono l’emulsione della pellicola)ma che
come il nome stesso lascia intravvedere, possiedono una scarsa
reazione alla luce.
Per ottenere un’immagine "bloccata" necessitiamo di tempi veloci
che sono difficili da ottenere, visto l’utilizzo di teleobiettivi
che, dato il complesso schema ottico, necessitano di molta luce
(più lenti la luce deve attraversare, maggiore sarà la parte di
essa che si perde "lungo la strada).
Entra così in gioco il parametro che rappresenta queste caratteristiche
che identificano uno a l’altro tipo di pellicola: gli ISO. Sulle
confezioni di ogni pellicola, vuoi per diapositive (hanno la desinenza
dei nomi in CHROME , per es.: Ektachrome, Fujichrome, Ilfochrome,
ecc.) o stampe a colori (color print) e’ presente un numero che
ne identifica la sensibilità : gli ISO (anni fa esistevano gli
ASA, ma è la stessa identica cosa!).
In commercio vi sono sensibilità da 25, 50, 64,100, 200, 400,
800, 1000, 1600, 3200 ISO; il numero crescente ne identifica la
sensibilità alla luce, di conseguenza un 25 ISO risulterà poco
reattivo alla luce (da qui la necessità di tempi lunghi e diaframmi
più aperti), mentre un 3200 ISO dimostrerà un comportamento alla
luce estremamente sensibile (possibilità di utilizzare in presenza
di luce scarsa, tempi abbastanza brevi e diaframmi più chiusi).
La grana della pellicola (il parametro che determina la nitidezza
finale dell’immagine) è anch’essa rappresentata dal numero degli
ISO, ma in senso opposto: a basse sensibilità (25, 50, 64,) corrisponde
una grana finissima, quindi elevata nitidezza; ad elevate sensibilità
(1000, 1600, 3200,) corrisponde una grana di grosse dimensioni,
che risulterà visibile nella fotografia.
Se l’effetto "sgranato" ovvero quella specie di sabbia che traspare
nelle immagini riprese con pellicole di elevata sensibilità, è
di gradevole effetto per le fotografie di cerimonia e nel bianco
e nero, non è la stessa cosa per la fotografia naturalistica che
richiede nitidezza nei dettagli.
Ora non vado certo a consigliarvi una o l’altra marca di pellicola
(a voi l’ardua scelta!!) ma vi invito ad utilizzare sensibilità
non superiori a 100 ISO (meglio ancora il 50). Ciascuno di noi
(fortunatamente!) ha gusti diversi, per cui la scelta di una o
l’altra pellicola sarà condizionata dai risultati ottenuti.
Milko Marchetti
|