| L'attrezzatura
fotografica deve essere rigorosamente modificata per quanto
ne riguarda i colori. Alcune marche di obiettivi si presentano
con una colorazione chiara e vistosa, caratteristica non ottimale
per potersi facilmente mimetizzare con la vegetazione; per ovviare
a questo è sufficiente un vecchio calzettone di lana da "calzare"
appunto sull'eventuale paraluce dell'obiettivo (la parte terminale
del tele che sporgerà dal capanno!!) oppure ricoprirlo con nastro
adesivo opaco verde oliva (facilmente reperibile presso ferramente
o Brico).
Anche il cavalletto che solitamente di norma possiede solo la
testa di colorazione nera, necessita di un trattamento mimetico.
Solitamente le gambe di alluminio, se non anodizzate, hanno una
colorazione metallica che e' necessario mascherare in quanto spesso
può accadere che dal capanno fuoriesca una porzione di esse, generando
una presenza "argentea" non naturale nell'ecosistema che ci ospita.
La soluzione più rapida da attuare è verniciare con una bomboletta
spray le gambe del nostro cavalletto nuovo (sara' dura fare una
cosa del genere, ma considerate che con quel cavalletto non andrete
sulla levigata e pulita superficie della pavimentazione di una
chiesa durante una cerimonia nuziale, ma ne conficcherete l’ultima
estensione delle gambe, quando va bene, in almeno 10 centimetri
di fango!) oppure ricoprire i profilati di alluminio delle gambe
con il normalissimo nastro adesivo per imballaggio ( per intenderci
quello di color sabbia) in quanto con il suo ridotto spessore
non creera’ grossi problemi per l'apertura/chiusura delle estensioni
del cavalletto. Queste semplici azioni possono risultare non importanti
ma vi assicuro che potrebbero farvi risparmiare qualche ora sull'avvicinamento
del soggetto che volete fotografare.
Il nostro comportamento.
Ebbene sì, anche il nostro comportamento deve essere mimetico,
e vado subito a spiegarvi il perché.
Gli animali selvatici sono sempre attenti al minimo movimento
ed alla minima modificazione dell'ambiente che li circonda; se
vi troverete in capanno con un esemplare di Porciglione che esce
dal canneto per cibarsi nell'acqua bassa alla vostra sinistra
e voi in quel momento avete il tele, chiaramente montato su cavalletto,
ma posizionato almeno a 90° rispetto la posizione che vi servirebbe
per inquadrarlo, è opportuno che lo spostamento del tele (ruotando
la testa del treppiede orizzontalmente), lo facciate molto lentamente
e, se avete la possibilità di osservare il vostro soggetto da
uno spioncino nel capanno, fatelo nei momenti in cui il Porciglione
non sta guardando nella vostra direzione altrimenti vi accorgerete
di cosa accade! (ve lo dico io: l’ambito Porciglione in pochi
istanti si dileguerà e dovrete trascorrere altro tempo completamente
immobili per ridare fiducia ad un animale selvatico che ha visto
uno strano "coso" mai visto prima, muoversi a pochi metri da lui
!).
Vi assicuro che troppi appostamenti li ho resi vani semplicemente
per un riflesso sulla superficie esterna del tele o per la parabola
del flash non mimetizzata a dovere, o per lo spigolo del seggiolino
che fuoriusciva dal telo mimetico della mia copertura. Per non
parlare di tutte quelle occasioni che ho buttato per l'eccessiva
fretta nel cercare di scattare una fotografia ad un soggetto che
non si presentava nel campo visivo inquadrato dal mio tele, cercando
di spostare velocemente l'attrezzatura (lo sò, dopo magari tre
ore immobili, vedersi arrivare all'improvviso un gruppetto di
Marzaiole nello specchio di d'acqua a pochi metri da noi, mentre
con il nostro tele siamo appostati sull'unica radice di salice
sporgente dall'acqua speranzosi che un Martin pescatore lo usi
come posatoio, è dura pensare di muoversi lentamente con il timore
che nel frattempo le Marzaiole se ne vadano), ma vi accorgerete
che è la migliore ed unica cosa da farsi in questi casi; calma
e pazienza devono essere le vostre virtù, il saper trattenere
l'emozione di un incontro inaspettato almeno fino quando non lo
avete tranquillamente immortalato in "tutte le salse" (tutti gli
atteggiamenti e le posture possibili che il soggetto vi regalerà).
La gioia più grande sarà il poter proiettare sul muro una stupenda
dia e dire: questa l'ho fatta io!
Milko Marchetti |